A Grugliasco , palazzi al posto di scuole ed asili

6 marzo 2016 in Comunicato stampa Grugliasco, Generale, Senza categoria

Tra i punti all’ordine del giorno del consiglio comunale di Lunedi 7 Marzo è presente , proposta dalla maggioranza politica l’approvazione della variante al piano regolatore generale denominata “35 VAR” che ha per oggetto immobili di proprietà comunale inseriti nel piano triennale delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari 2014-2016.Gli immobili interessati alle modifiche dell’attuale destinazione d’uso sono la scuola “Ungaretti”, l’ asilo “Don Milani “, con relative aree di pertinenza, l’ex Epicentro edificio polifunzionale ,l’ex SIA ora parziamente utilizzato dal comando della polizia municipale che è intenzione dell’amministrazione comunale rilocalizzare. La variante nei suoi propositi si pone l’obbiettivo di “valorizzare” i suddetti immobili , dalla cui alienazione saranno reperite le risorse per investimenti su progetti di interesse pubblico tra cui la razionalizzazione degli spazi scolastici.Il risultato negativo che si delinerà negli anni a venire per effetto di queste decisioni unilaterali prese senza aver consultato preventivamente i cittadini sulla questione sarà che diminuiranno i servizi a fronte di un aumento di popolazione residente provocato dagli indirizzi urbanistici dell’assessorato preposto che ha come finalità la cementificazione degli ultimi spazi verdi anzichè il miglioramento della qualità di vita dei residenti.
Il Movimento 5 Stelle Grugliasco ritiene una scorciatoia deprecabile cambiare destinazione d’uso e poi vendere terreni attualmente occupati da strutture scolastiche per fare ” cassa” per poterne ristrutturare altre.
Un Amministrazione comunale che si rispetti dovrebbe prendere una pubblica posizione di avversità nei confronti delle politiche nazionali sulla sanità e sulla scuola proposte dal governo nazionale ” battendo i pugni” sui tavoli di concertazione quando quest’ultimo propone i cosiddetti tagli ,anzichè accettare tutto questo supinamente svendendo a privati il patrimonio pubblico locale ed impoverendo la città di risorse che invece andrebbero custodite gelosamente e valorizzate.