Di asili nido, bilanci ed equilibri di partito.

12 febbraio 2015 in Servizi ai cittadini

Ieri mi è giunta voce dell’esistenza di un incontro tra i genitori dei piccoli dell’asili nido Allende e della giunta Comunale riguardo un tema spinoso: L’ultimo asilo nido di gestione comunale (l’Allende con 68 bambini) verrà dato in concessione (molto verosimilmente ad una cooperativa) concludendo così la gestione pubblica degli asili nido Grugiaschesi.

Avendo avuto la possibilità di andarci, essendo io un potenziale genitore a mia insaputa (dal momento che l’invito era ristretto ai soli genitori dei bambini) e né come amministratore comunale né come cittadino  ho diritto a conoscere per tempo queste vicende (ma su Ingrugliasco conosciamo tutte le attività delle più o meno foraggiate associazioni Grugliaschesi),  ho speso un paio d’ore ad assistere alla “discussione”.

La presentazione delle slides è cominciata alle 18.30: il Sindaco ha presentato i tagli subìti al bilancio da parte di Provincia (o città metropolitana, boh!), Regione e soprattutto da Roma e di alcune misure strutturali che sono previste nei prossimi anni per sopravvivere (Cessione quote partecipate: es. Bioristoro, Nove, Cidiu); esternalizzazioni (Le Serre) oltre a paventate possibilità introdotte con la legge di stabilità 2015: Utilizzo degli oneri di urbanizzazione per spesa corrente (=svendita del territorio per tirare a campare)  e possibilità di lievi sforamenti del patto di stabilità.

Ambasciator non porta pena: non è questo il caso.

Indorata la pillola per un’oretta abbondante i nodi sono giunti al pettine: l’asilo comunale costa troppo: per 68 bambini il costo medio per il prodotto “bambino all’asilo nido” è di 10k€ per il pubblico e 3k€ per il convenzionato (gestiti dalle cooperarive), una disparità notevole.

Se i 68 bambini residuali fossero in asilo convenzionato il comune spenderebbe (10-3)k€*68= 476k€ in meno ovvero quasi mezzo milione di euro di risparmio. Questo è un discorso “coi se e coi ma” perché parte della spesa fissa non è possibile eliminarla completamente da subito: I dipendenti comunali (educatrici ed altre figure coadiuvanti delle attività) dell’asilo che fine farebbero?

Su 23 lavoratori (o meglio lavoratrici perché si tratta in maggiornza di donne), le 7 più giovani (ovvero la categoria naturalmente deputata alle fregature maggiori) sarebbero assorbite dalla cooperativa, quindi continuerebbero a lavorare con i bambini ma a condizioni imposte dalla cooperativa della quale devono obbligatoriamente diventare soci; per le 16 meno giovani ci sarebbe il reintegro nell’ente ovvero mantenendo “lo status” di dipendente comunale ma molto probabilmente non lavorando coi bambini del nido. E’ un bel dilemma e paraltro non fornisce l’immediato risparmio potenziale ma solo una parte (ho sentito una cifra, 100k€ ma non saprei). A spanne possiamo calcolare un 7/23*476k€ per ottenere un 144k€ ma è una stima che non tiene conto dei restanti costi della struttura “Asilo Allende”.

Il mantenimento dello status quo comporta o indebitamento o aumento delle tasse comunali e questo non lo vogliono fare: l’unica proposta che vedono possibile è tagliare la spesa a discapito di servizi che finora hanno trovato la soddisfazione della cittadinanza. Probabilmente il servizio offerto con l’esternalizzazione sarà simile ma dove sta la fregatura?

La fregatura è tutta a carico delle lavoratrici: si troveranno nella condizione di dividersi tra chi avrà un lavoro “sicuro” come dipendente comunale ma non lavoranco con i bambini e chi continuerà a lavorare con i bambini ma in condizioni che imporrà la cooperativa (del resto industrialmente se il prodotto/servizio che costa 10 deve costare 3 ed essere equivalente o il risparmio si fa con un’economia di scala tipo Ikea, Lidl, Carrefour, ma non è questo il caso o risparmiando sulla manodopera, esternalizzando, come le fabbriche FCA in Serbia dove però è opinabile la soddisfazione dei lavoratori).

Sulle cooperative vorrei aprire un grande capitolo ma non lo farò. Se avete la possibilità, chiedete ai lavoratori delle cooperative che potete conoscere se preferirebbero altre forme contrattuali. Riassumo la mia personalissima opinione con: diciamo che non escludo che esistano cooperative serie dal punto di vista del lavoratore.

Questa la proposta (o meglio la provocazione, perché proposta è una parola grossa) del Sindaco e della Giunta alla platea: Cosa proponete voi come soluzione alternativa?

Non so se Marchionne prima di installare le linee produttive in Serbia abbia fatto un discorso del genere agli operai Italiani, se abbia proposto uno stipendio di 300 euro o abbia avuto più pudore. Se il discorso è ridotto alla questione economica spicciola effettivamente esistono soluzioni più economiche alle cooperative: il volontariato e lo schiavismo, il primo lo lasciamo all’evento milionario di Expo 2015, il secondo è teoricamente abolito.

La patata bollente ora è rimpallata tra la giunta e le rappresentanze sindacali che devono cercare l’accordo. Ascoltando le voci in sala si può paventare una collaborazione tra più comuni per ottimizzare le risorse perché i nidi comunali sono soggetti all’estinzione a causa della scarsa competitività economica per gli enti (A Torino, città con sindaco Fassino, è successo lo stesso da poco ed in maniera più brutale con la cessione di più strutture in un colpo solo) ma le proposte concrete sono allo stato embrionale ed i tempi richiesti sono stretti.

Ma qual’è il problema originario? I tagli fatti senza guardare in faccia nessuno.

I tagli Statali, ovvero Governo Renzi;

I tagli Regionali, ovvero Governo Chiamparino;

I tagli della Provincia, cioé quella strana roba che è la città metropolitana ovvero Governo Fassino.

Questi tagli sui comuni, se non graditi, dovrebbero avere eco nell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) l’associazione “fattaapposta” per evitare queste situazioni. Purtroppo a capo di questo ente c’è Fassino e guai a disturbare il collega di partito, per non parlare di disturbare “il sindaco d’Italia“Renzi.

Alla fine per mantenere coeso il PD e non pestarsi i piedi tra loro, a rimetterci sono proprio le fasce più deboli (bambini, giovani lavoratrici) e a guadagnarci forse qualche cooperativa. Ma nel 2012 c’era più ottimismo.

Elezioni Comunali 2012

 

Consigliere Comunale

Alessandro Di Pierro