L’insostenibile ordinarietà dell’ordinario, ovvero: a qualcuno gliene frega?

4 febbraio 2015 in Generale

Tutto nacque da una domanda che mi fu posta, nemmeno ricordo da chi, nella primavera del 2013: “Quanti visitatori conta il museo del grande Torino?”.

Non sapendo rispondere feci richiesta di accesso agli atti per avere nel giro di tre giorni la risposta, così come regolamentato dal regolamento del consiglio comunale[1].  Dopo circa 6 mesi di attesa senza alcuna risposta (ovvero un ritardo di 6 mesi meno qualche giorno) decisi di trasformare questa richiesta tecnica (che a me pareva banale) in una interrogazione scritta ovvero un atto politico, articolando a questo punto altre domande che nel mentre mi erano venute in mente.

Il giorno 23.10.2013 protocollai le mie domande con numero di protocollo 31722. 

Per le interrogazioni il T.U.E.L. (il testo unico degli enti locali) pone un limite di 30 giorni alla risposta da parte dell’organo politico alle domande dei consiglieri [2]. Da quì la seconda attesa…

Le stagioni passarono, venne il generale inverno, la tiepida primavera e terminò persino la piovosa estate del 2014. Trascorse il mite autunno ed il 23 ottobre 2014 festeggiammo il primo compleanno della 31722/2013. Venne il Natale, il secondo per la nostra piccola interrogazione e venne anche l’epifania che tutte le feste si portò via.

Il 30 gennaio del 2015 accadde qualcosa di incredibile ed inaspettato, ottenemmo formalmente risposta all’interrogazione con la protocollo 3472 del 30.01.2015 ma, ironia della sorte, nessuno seppe quanti furono i visitatori del Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata.

A questa domanda non fu data risposta. A qualcuno interessa?

 

Alessandro Di Pierro

[1] L’articolo 28 comme 3 del regolamento del consiglio comunale  cita: Il rilascio delle copie avviene entro i tre giorni successivi a quello della richiesta, salvo che non si tratti di atti particolarmente complessi, nel qual caso alla presentazione della richiesta viene precisato il maggior termine per il rilascio.

[2] L’art. 43 comma 2, del DLgs. 267/2000, recita testualmente: “I consiglieri comunali e provinciali hanno diritto di ottenere dagli uffici, rispettivamente, del comune e della provincia, nonché dalle loro aziende ed enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del proprio mandato.”;

Il  comma 3: “Il sindaco o il presidente della provincia o gli assessori da essi delegati rispondono, entro trenta giorni, alle interrogazioni e ad ogni altra istanza di sindacato ispettivo presentata dai consiglieri. Le modalità della presentazione di tali atti e delle relative risposte sono disciplinate dallo statuto e dal regolamento consiliare”;