Consiglio del 17 Febbraio: su SMAT ed acqua pubblica

20 febbraio 2014 in Consiglio comunale, Servizi ai cittadini

il mio votoVeramente toccante l’inizio del consiglio comunale, dove alcuni ragazzi delle scuole M. Curie ed E. Majorana hanno raccontato la loro esperienza di cooperazione in Burkina Faso, mostrandoci come azioni di collaborazione, sia per ciò che riguarda la condivisione di conoscenza che per il “semplice” aiuto manuale, siano state utilissime per gli abitanti di Gourcy (città in cui sono stati svolti i progetti) ed abbiano profondamente segnato la personalità dei ragazzi stessi.

Nonostante questo importante evento, e nonostante il consiglio fosse convocato ad un’ora più tarda rispetto al solito (alle 18.30), la seduta è iniziata con il sistematico ritardo di 20-30 minuti a causa della mancata presenza di buona parte dei consiglieri della maggioranza.

Tra i vari punti all’ordine del giorno era presente l’approvazione della modifica dello statuto di SMAT, società di gestione dell’acqua della quale la città di Grugliasco ha delle quote. Osiamo dire modifiche quanto meno dovute, dopo il referendum sull’acqua pubblica del 2011, ma purtroppo molto timide rispetto a quanto richiesto. Spiace vedere come una società controllata in larghissima maggioranza da amministrazioni comunali di sinistra, per non dire PD, non riesca a recepire con forza ciò che è stato deciso dai cittadini con un referendum.

In particolare le modifiche approvate dal consiglio comunale, che saranno poi votate nell’assemblea dei soci, consistono in:

  • variazione del quorum necessario (dal 75% al 90%) e dei voti favorevoli dei presenti (dal 40% al 60%) per successive modifiche dello statuto che incidano sulla composizione della compagine pubblica degli azionisti;
  • schema di convenzione che prevede come l’utile prodotto da Smat sia ripartito per una quota massima del 20% per la promozione di attività di tutela ambientale indirizzate alla salvaguardia della risorsa idrica, e per una quota minima dell’80% a riserva dell’azienda a sostegno del piano economico-finanziario;
  • progressiva uscita dalla compagine azionaria di soci diversi dai Comuni, sempre previsto dallo schema di convenzione.

Peccato che soltanto il primo punto sia una vera è propria modifica che avrà, quando approvato dall’assemblea dei soci, immediato effetto. Il secondo punto risulta un po’ oscuro, visto che la destinazione di una “quota massima del 20% dell’utile per attività di tutela ambientale” di fatto non obbliga nessuno a promuovere queste attività, perché potrebbe essere destinato anche lo 0%. Inoltre la restante parte dell’utile a sostegno del piano economico-finanziario, che quindi potrebbe essere anche il 100%, equivale ad una non-limitazione, visto che l’articolo 3.4 dello statuto recita «La società può assumere partecipazioni od interessenze in altre società o imprese, italiane e straniere, aventi oggetto analogo, affine o complementare; può prestare garanzie reali e/o personali anche a favore di enti e società controllate o collegate», insomma, può fare di tutto. Infine per il terzo punto vengono indicate solamente le intenzioni, non vengono indicate né modalità né tempistiche.

La strada è ancora ben lunga affinché si possano ritenere esaudite le scelte del 12 e 13 Giugno 2011, dove circa il 95% dei votanti ha optato per un servizio idrico senza profitto e per l’acqua fuori dal mercato. Il voto deve essere rispettato.

«Si scrive acqua, si legge democrazia.»