La tariffa stellare e il costo reale della mensa scolastica a Grugliasco

8 febbraio 2014 in Generale

A luglio 2013 la giunta comunale di Grugliasco ha aumentato la tariffa massima per ogni pasto consumato nelle mense scolastiche da 6€ a 7,10€ (+18,5%), facendo coincidere la tariffa massima con il costo di produzione a pasto riconosciuto a Bioristoro, società partecipata (51% Comune e 49% Camst) e unico gestore delle mense scolastiche di Grugliasco.

Fatta una breve analisi di mercato, a livello locale (comuni limitrofi) e a livello nazionale (principali città italiane), la tariffa di 7,10€ è risultata tra le più care d’Italia (seconda solo a Torino con 7,35€ e già oggetto di ricorso al TAR). La media è 5,25€ per i comuni limitrofi e 4,45€ per le principali città.

Da settembre a tutt’oggi è stato chiesto più volte al Sindaco, all’Assessore e Dirigente competente e ai consiglieri comunali della maggioranza di pubblicare le componenti di costo per arrivare al valore di 7,10€: nessuna risposta. Allora abbiamo calcolato noi il costo sulla base delle uniche fonti disponibili: bilancio Bioristoro 2012 (faticosamente ottenuto) e Rendiconto di gestione del Comune di Grugliasco 2012. Ecco i risultati sorprendenti:

  • costo unitario per la produzione del pasto: 3,5€
  • costo unitario per la distribuzione del pasto: 1€
  • costi unitari fissi di struttura: 1€

per un totale, verosimile, di 5,5€.

Quindi ogni pasto prodotto dalla società partecipata Bioristoro costa 5,5€ ma il Comune, senza spiegarne le ragioni, lo paga 7,10€ (+29%) e dal 3 febbraio scorso 6,80€ ( +24%), diminuzione evidentemente concessa a fronte della protesta messa in atto dai genitori in questi mesi.

Il Comune continua a giustificare questo costo opponendo l’origine completamente biologica del pasto, peccato che né sul sito Bioristoro (aggiornato raramente dal 2006 ad oggi) né sul sito del Comune di Grugliasco  sono presenti i certificati bio dei fornitori e/o dei prodotti, né sono stati forniti nonostante l’esplicita richiesta nella riunione dei rappresentanti mensa dello scorso 21 ottobre 2013.

Evidentemente dobbiamo fare un atto di fede!

La realtà che non si vuole ammettere è che questo costo deriva da un contratto siglato nel lontano 2004 (che prevedeva un costo di 5,94€ a pasto, al netto di iva, da rivalutare annualmente in base all’indice ISTAT dell’aumento dei prezzi al consumo), che:

  • vincola il Comune fino al 2019 senza possibilità di poter mettere ciclicamente a bando il servizio mensa per ottenere un costo a valori di mercato;
  • prospettava nella mente dei suoi firmatari uno sviluppo commerciale di Bioristoro, che poi non si è verificato, che la portasse a fornire 6000 pasti al giorno, reale capacità potenziale, invece dei circa 3000 prodotti oggi con una conseguente riduzione dei costi di produzione e della tariffa.

Inoltre il costo che il Comune riconosce a Bioristoro è indipendente dalle fasce ISEE. Ad esempio, il nucleo familiare in fascia 5 paga 3,9€ a pasto ma il Comune, attingendo dalle tasse comunali, copre la differenza di 3,2€ per arrivare a 7,10€ (2,90€ per arrivare a 6,80€ da febbraio 2014) .

L’esborso preventivato per il 2013, a copertura della differenza tra la tariffa e il costo per tutte le fasce ISEE, è di 1.211.358€ risorse che in buona parte potrebbero essere utilizzate per altri scopi se la tariffa fosse a valore di mercato, ma moltissimi cittadini non lo sanno e l’Amministrazione se ne guarda bene dal renderlo pubblico, chissà perché?