Ho scoperto gli assassini di Pier Paolo Pasolini

30 novembre 2013 in Generale

Qualche sera fa ho assistito a uno dei soliti inutili consigli comunali che si svolgono a Grugliasco. Uno dei punti all’ordine del giorno trattava la revisione del piano regolatore ereditato dalla vecchia giunta e modificato dall’attuale. Le novità sono che non si consumerà più suolo agricolo ma si potrà alzare, allargare, allungare, abbattere e ricostruire riempiendo gli spazi vuoti rimasti; nonostante l’Italia si sciolga ad ogni pioggia, i signori del cemento trovano sempre amministrazioni compiacenti e ben disposte a distribuire nuovo cemento. L’ultimo escamotage, da azzecca-garbugli delle amministrazioni, si chiama“riqualificazione”: un modo elegante per costruire un edificio nuovo nel campo sportivo di fronte casa vostra.
Ho particolarmente apprezzato l’intervento del consigliere 5stelle Alessandro Di Pierro che mirava a far riflettere la maggioranza sull’inutilità di porsi come obiettivo l’aumento della cittadinanza a 40.000 unità, aumento che richiederebbe un incremento di servizi e risorse economiche, nella situazione di crisi attuale, difficili da trovare. Intelligente e sensibile la riflessione sul significato di riqualificazione che negli intenti dovrebbe migliorare e rendere più bella la città di Grugliasco. Di Pierro chiedeva infatti alla maggioranza se per riqualificazione si intendono, per esempio, i lavori di Piazza Matteotti che sfido a definire belli da qualunque alunno al primo anno di liceo artistico.
I consiglieri di maggioranza hanno replicato con interventi tesi ad auto-compiacersi e a compiacere le scelte della giunta e del Sindaco, rendendo più amaro il boccone dell’opposizione che ha constatato ancora una volta l’impossibilità di un dialogo costruttivo.
Analizzando da cittadino spettatore gli interventi dei consiglieri di maggioranza mi è venuto in mente il personaggio “Stracci”, l’attore protagonista del 4° episodio del film Ro.Go.Pa.G. Il film è composto da 4 episodi diretti da 4 registi che hanno fatto la storia del cinema: Rossellini, Godard, Pasolini e Gregoretti.
L’episodio di Pier Paolo Pasolini, “La ricotta”, è un film nel film. Pasolini racconta la storia di una comparsa cinematografica, Stracci, che interpreta il ladrone buono durante le riprese della passione di Cristo. Nella pausa pranzo Stracci regala ai propri familiari il cestino del pranzo appena ricevuto dalla produzione, poi, essendo affamato, si traveste da donna per rimediare un secondo cestino che viene mangiato dal cagnolino della prima attrice del cast (Laura Betti). Sul set giunge intanto un giornalista che intervista il regista (Orson Welles). Il giornalista trova Stracci che accarezza il cane e glielo compra per mille lire. Con i soldi Stracci corre a comprarsi una ricotta per sfamarsi, ma viene chiamato sul set e legato alla croce per la ripresa dei lavori; alla successiva interruzione, corre a mangiare la ricotta e, successivamente, viene invitato dagli altri attori ad abbuffarsi dei resti del banchetto preparato per l’ultima cena. Al momento di girare la scena della crocifissione Stracci muore di indigestione sulla croce.
Al di là delle similitudini allegoriche tra giunta, consiglieri di maggioranza e Stracci mi è tornata alla mente una delle 4 domande che il giornalista fa al regista.
G: -Che cosa ne pensa della società italiana?
R: – Il popolo più analfabeta, la borghesia più ignorante d’Europa.
… Perbacco !!!!! … Mi sono detto….. era il 1963 !!!!. Sono passati 50 anni e non è cambiato nulla.
Preso dallo sconforto ho avuto un’intuizione degna del commissario Montalbano: ho capito chi ha assassinato il più grande intellettuale italiano del ‘900.