Italia ad “alta velocità”

14 novembre 2013 in Generale

Ecco alcuni dati che danno un’idea dell’alta velocità del nostro paese:
Disoccupazione giovanile: nella fascia di età tra i 15 e i 24 anni ha raggiunto il 40,4%.
Senza lavoro: quasi 6 milioni
Persone senza fissa dimora: 50.000
Poveri : 5.000.000
Morti sul lavoro dall’inizio del 2013: 500
Femminicidio : 100 morti dall’inizio 2013

Morti nelle carceri: ogni anno 60 detenuti e 10 poliziotti penitenziari si tolgono la vita. Due suicidi su tre correlati a condizioni di vita e di lavoro fuori dalla legalità
Morti accidentali: Lello Pennacchio, malato di SLA, è morto dopo una protesta di due giorni davanti al ministero dell’Economia. Manifestava per il diritto all’assistenza domiciliare ai disabili gravi e gravissimi.
Libertà di stampa: al 73° posto su 187 Paesi
Corruzione: al 72° posto su 174 Paesi
Qualità della vita nelle città dell’Unione Europea: Palermo 77°, Roma 78°, Napoli 79°, ultime tre in Europa
Utilizzo fondi UE: al 26° posto su 27
Procedure infrazione UE : primi in Europa
Alfabetizzazione e capacità aritmetica: ultimi nei paesi OCSE
Agenda digitale UE: ultimi in acquisti on-line, penultimi in servizi e-governement.
Unico paese in Europa, insieme alla Turchia, ad essere considerato semi-libero.

L’Italia ad alta velocità si muove da 20 anni con motori governativi che conoscono solo due marce: la folle di stazionamento e la retromarcia. L’unica alta velocità che sembra essere strategicamente importante è la linea ferroviaria Torino-La Maurienne (Ex Torino-Lione). Lo Stato, che latita in ogni campo della vita pubblica e sociale del nostro paese, risulta invece essere molto efficiente nei territori della Valle Susa, tanto efficiente che per poter lavorare meglio ha deciso di occuparla militarmente. Esemplare anche l’attività della magistratura che, attraverso un’attenta attività capillare, sta individuando pericolosi terroristi, rei di aver suggerito alle istituzioni di prendere il PIL e metterselo dove non batte il sole.
Il movimento NO TAV è stato e continua ad essere un importante laboratorio di democrazia partecipata che combatte il modello socio/economico del cemento e tondino e si oppone alla voracità del mercato e al mito della crescita infinita, ponendo come alternativa un modello di vita sociale che persegue la difesa del territorio, la salute, una mobilità sostenibile e il potere di decidere come bene comune. Proposte irricevibili dagli ottusi rappresentanti dello Stato. Per questo i garanti dell’ordine stanno accerchiando militarmente e giuridicamente i Valsusini. Dovessero mai nascere nel paese due o tre comunità come quella della Valle di Susa, si verrebbe a creare un grosso problema di ordine pubblico e, rendere itineranti militari e mezzi blindati, non sarebbe semplice come spostare una flotta aerea. Così, grazie all’alta velocità dei cervelli dei nostri politici, i figli dei nostri figli raggiungeranno Parigi con ben 40 minuti di anticipo rispetto ai loro nonni, ma tutti quelli che continueranno a spostarsi per lavoro, studio o necessità, usando mezzi pubblici o privati, continueranno a passare in media dai 29 minuti a 90 minuti al giorno su mezzi di trasporto.
Quando si dice pensare e lavorare per migliorare la qualità della vita dei cittadini!