…ma con la raccolta dell’umido fanno davvero il compost??

8 ottobre 2013 in Servizi ai cittadini

Visita all’ACEA

Sabato 5 ottobre, una delegazione a 5 stelle si è recata presso il sito denominato Polo Ecologico di Pinerolo. Come è nelle nostre caratteristiche, prima di esprimerci, vogliamo verificare di persona e poi esprimere un giudizio. La domanda era, vista la nostra mozione presentata in comune (ancora in attesa di risposta..) ,come viene smaltita e recuperata la frazione organica dei nostri rifiuti? In pratica : che fine fa l’umido? Quindi dopo aver prenotato un appuntamento con la segreteria , siamo stati accolti dal direttore generale che ci ha accompagnato nella visita allo stabilimento. Punto primo: all’arrivo non si avvertiva un’eccessivo odore di rifiuti.

Il percorso del rifiuto si articola in tal modo:

1-  arrivo dei sacchi (90% di materiale plastico!!) e posizionamento nel tunnel rompisacchi, in cui una macchina roteante taglia i vari contenitori ed asporta in maniera grossolana ma efficace la prima parte di materiale non idoneo al compostaggio.

2-  Vagliatura del materiale. Il contenuto non è eterogeneo, contiene infatti molte parti di indifferenziato che viene scartato meccanicamente ed avviato ad incenerimento (Bergamo!) mentre la parte utile viene rovesciata in raccoglitori con parte in acqua per selezionare ulteriormente la materia plastica che galleggiando viene eliminata. Si forma così una sorta di “minestrone”

3-   In questo passaggio il frullato è insufflato all’interno di campane prive di aria in cui ci sono batteri anaerobi che iniziano la digestione. Qui a mio parere c’è la parte più interessante e affascinante. I batteri digeriscono il “cibo” e liberano biogas che è convogliato attraverso tubature in un serbatoio per alimentare i due cogeneratori caterpillar da 60.000 cv atti a produrre energia termica ed elettrica. (ndr. L’IPERCOOP di Pinerolo usufruisce del teleriscaldamento). Questa fase dura 15 giorni ed essendo completamente in assenza di aria, non vi è nessuna emissione “puzzolente”!

4-  L’acqua eliminata da tale silos viene avviata al recupero e trattamento fanghi, quindi depurata.

5-  Ultima fase è quella del digestato. Ciò che rimane è un terriccio umido, esso viene avviato in enormi vasconi dove staziona per circa tre mesi per favorire la digestione aerobica dei batteri e con la conseguente formazione del compost.

Questo è ciò che in breve abbiamo visto, merita però effettuare alcune sottolineature. Intanto quando un centro lavora con risultati soddisfacenti come in questo caso, diviene un vanto aprire le porte alla cittadinanza per mostrare come vengono valorizzati sia i soldi dei contribuenti che i loro sforzi nel differenziare il rifiuto. Il direttore, gentile e disponibile, non si è negato ad alcuna domanda posta anzi ,con rammarico, ha sostenuto che se ci fosse più informazione capillare da parte dei comuni ,riuscirebbero a migliorare ulteriormente la resa.

Il tallone di Achille della raccolta dell’umido sono principalmente i cittadini che troppo  spesso dimostrano la loro scarsa attitudine all’ambiente gettando nei raccoglitori materiale plastico e di vario genere. Ci senalava anche che il contenitore più idoneo per il rifiuto di cucina è il sacchetto in carta o in mais, mentre quello di plastica è altamente sconsigliato per gli ovvi motivi citati in precedenza.

Concludo ringraziando tutta l’Acea per il lavoro che fa e rilanciando la tematica della corretta differenziazione, in fondo basta essere solo un po’ precisi per raggiungere risultati soddisfacenti. ..Per dovere di cronaca , tutto ciò che non viene recuperato è inviato all’incenerimento a Bergamo per una questione prettamente economica: Il costo di smaltimento è di 70€ a ton comprensivo di trasporto, il nostro beneamato inceneritore TRM chiede invece 110€ ton. A voi le conclusioni.