Quando un popolo fa la differenza.

25 settembre 2013 in Generale

Le recenti elezioni politiche tedesche dovrebbero essere motivo di riflessione per gli italiani che, campioni nello sport nazionale della lamentela, sono troppo impegnati a coltivare il proprio orticello. Nel curare il proprio orto, l’italiano è specialista nella caccia alla lumaca. Il noto animale, subdolo, viscido e strisciante, divora i raccolti. Per questo motivo viene cacciato con tenacia e gettato nell’orto del vicino, operazione che a un tedesco non passerebbe nemmeno per la testa, ma è noto che i germanici siano carenti in fantasia.
Parlando di Germania non si può evitare di considerare alcuni dati storici prima di tentare qualche confronto.
Nel breve arco di 100 anni la Germania è uscita devastata da 2 guerre. Alla fine della seconda guerra mondiale era completamente distrutta e gli stati vincitori le hanno imposto una divisione di 45 anni dal 1945 al 1990. Dalla caduta del muro di Berlino ad oggi sono passati 23 anni , tanto è bastato per ricostruire la grande Germania.
In 100 anni l’Italia non è riuscita a risolvere la questione meridionale e ha lentamente sperperato la sua ricchezza distruggendo territorio, beni culturali e cedendo aziende importanti a favore di paesi europei gestiti da classi dirigenti competenti. Telecom e Alitalia sono l’ultimo capitolo di una catastrofe annunciata.
Non servono competenze da economista per capire come la Germania abbia interpretato l’ Europa e l’euro. Con una gestione attenta, onesta e rigorosa la Germania sta conquistando l’Europa senza l’uso di carri armati. Aziende come Lamborghini, Ducati, Italdesign ed altre sono già nelle mani dei Tedeschi e l’eccellenza italiana è distribuita nel mondo grazie alla loro buona gestione. Arrendiamoci all’evidenza: non siamo in grado di gestire attentamente, onestamente e rigorosamente il nostro paese. Non resta che sperare che la Germania faccia in fretta e renda meno dolorosa l’agonia. Al Bel Paese di “ merda” resterà la consolazione di battere i tedeschi, in fantasia, sui campi da calcio.