Newsletter comunale di partito?

29 settembre 2012 in Comunicato stampa Grugliasco

Il 28 luglio 1981 in un intervista a “La Repubblica” Enrico Berlinguer sosteneva che i partiti, definiti già allora macchine di potere e di clientela, si stavano impossessando delle istituzioni. Nasceva così “la questione morale” forma dolce per definire la lottizzazione privatistica dello stato.

La cittadina di Grugliasco non fa eccezione, partiti di governo ed istituzione a tratti indistinguibili.
Lo abbiamo osservato quando il consiglio comunale non è riuscito a devolvere un simbolico gettone di presenza per i terremotati dell’Emilia, perché alla beneficenza ci aveva pensato il partito.
Lo abbiamo osservato quando l’ex segretario comunale (un ruolo super partes) ha usato in consiglio toni coloriti per definire il nostro gruppo consigliare.
Lo abbiamo osservato quando sono state convocate tutte le commissioni consiliari per un impotente autocelebrazione del caso De Tomaso.
Lo abbiamo osservato ieri quando comunicati stampa e newsletter del comune sono stati usati per demonizzare ancora una volta l’avversario politico.

Riteniamo sintomo di mancanza di rispetto ed arroganza da parte di chi è stato eletto per governare la città non tollerare alcun genere di critica e dissenso all’interno del consiglio comunale.
In particolar modi ci teniamo a precisare che le motivazioni della votazione contraria alla delibera sull’accordo di programma sono state ben espresse in aula, e derivano dall’incapacità da parte dell’amministrazione di fornire garanzie sulla compensazione del verde che andrà perduto a seguito di questa ennesima variante urbanistica. Variante urbanistica che segue un decennio di scelte politiche mirate in gran parte all’espansione immobiliare della città.

Riteniamo inoltre superficiale considerare la spesa di milioni di euro per la realizzazione di nuove scatole vuote come cura per un sistema senza più fondi per mantenere borse di studio, che considera la ricerca più come spesa che come investimento, senza rinnovamenti delle classi dirigenti. Un sistema che nel 2010 ha visto “la prima università italiana” ovvero il Politecnico di Torino iniziare i corsi con 2 settimane di ritardo perché gli stessi docenti, precari, non intendevano più alimentare questo sistema.

A seguito di ciò rinnoviamo al mittente stesso l’invito a studiare, dal cui impegno potrebbe anche scaturire una laurea, magari senza dover portare l’università da Maometto.

Puntualizziamo inoltre che non vi è stata alcuna ripresa del consiglio da parte dei consiglieri come potrebbe apparire dalla faziosa ricostruzione effettuata a mezzo “ufficio stampa – comune di Grugliasco”.