Stato di crisi De Tomaso

28 settembre 2012 in Generale

«Il giorno 18 settembre 2012 siamo stati convocati con urgenza ed in commissioni congiunte per discutere sullo stato di crisi dello stabilimento automobilistico De Tomaso, che conta attualmente 980 dipendenti in cassa integrazione. Siamo però rimasti negativamente sorpresi, circa l’utilità di questa commissione che, a nostro avviso, si è rivelata nè urgentissima nè foriera di informazioni diverse da quelle che si potevano tranquillamente apprendere dai media.

Alla presenza di tutti i consiglieri, del sindaco, dei rappresentanti delle sigle sindacali riunite e del nutrito pubblico presente in sala, la preoccupazione dell’assessore Cuntrò è stata di sottolineare che tutta l’amministrazione del comune di Grugliasco è vicina umanamente ed istituzionalmente alle famiglie dei lavoratori De Tomaso. Che la sinergia con la dirigenza provinciale e regionale prosegue bene ma che attualmente non ci sono aperte manifestazioni di interesse da parte di gruppi industriali, se non un dialogo con BMW. Che si sta procedendo agli inventari da parte dei curatori fallimentari. Che si cercherà di tutelare il valore del marchio e di vendere lo stabilimento grugliaschese insieme a quello di Livorno, asserendo che il comune di Grugliasco è intenzionato a mantenere la destinazione industriale dei terreni su cui sorge l’azienda come da linee programmatiche prossimamente in discussione in consiglio comunale.

Nonostante il tema estremamente delicato che interessa 980 famiglie, a cui dimostriamo la nostra solidarietà, ribadiamo la nostra convinzione che questa commissione sia stata inefficace. A tratti autocelebrativa e più preoccupata a evidenziare la bravura della aggioranza, per averla così sollecitamente convocata, che a cercare una soluzione per questi lavoratori. Vorremmo augurarci che altrettanta sollecitudine venisse riposta nelle sedi istituzionali e a livello di scelte politiche nazionali, poiché l’amara sensazione è che questo incontro si sia dimostrato un evitabile dispendio di tempo e denaro, e che a pagare per errori manageriali e politici, siano sempre i soliti noti.»

I Consiglieri Comunali